Modello di Presa in Cura

La presa in cura di persone con problematiche di abuso e dipendenza da alcool, sostanze stupefacenti, farmaci e gioco d’azzardo patologico (o ludopatia) presso il Servizio Multidiscilplinare Integrato SMI CAD è orientata secondo alcuni criteri di qualità che la contraddistinguono e che sono alla base di un trattamento individualizzato il più efficace possibile.

La cura infatti si attua attraverso un progetto terapeutico individualizzato che si avvale di una pluralità di figure professionali che agiscono con una varietà di approcci che si integrano (medico, psichiatrico,  psicoterapeutico, educativo, sociale, infermieristico, legale) disposti e coordinati in funzione del quadro complessivo di bisogni e risorse della persona.  L’indirizzo psicoanalitico orienta le scelte di integrazione e coordinamento degli interventi della presa in carico, articolati in vari livelli, fasi e ambiti  secondo modalità specifiche rispondenti anche alla normativa di riferimento (Carta dei Servizi SMI).

La presa in cura presso il Servizio Multidisciplinare Integrato SMI CAD è caratterizzata da chiarezza e condivisione sulle varie fasi specifiche: primo contatto, valutazione multidisciplinare e diagnosi, progetto terapeutico individualizzato, verifica ed eventuale ridefinizione del programma, conclusione.

  • Fin dal momento del primo contatto con il Servizio, nel colloquio di accettazione, l’operatore si sofferma per esplicitare il più chiaramente possibile l’organizzazione e il senso generale dei passaggi e dell’approccio multidisciplinare della presa in cura.
  • Le informazioni sulla presa in cura sono riprese e condivise in un incontro informativo di gruppo settimanale per i nuovi utenti, specificamente pensato per aumentare chiarezza e condivisione.
  • La raccolta dei dati clinici avviene in modo accurato, approfondito ed articolato (avvalendosi anche di strumenti  standardizzati: Scl-90, ASI) nelle varie aree della valutazione multidisciplinare (svolta da medico, psicologo, assistente sociale/educatore) allo scopo di definire in modo chiaro e condividere una diagnosi che, nella prima fase, è innanzitutto relativa al problema con le sostanze:  quali e quante, quale costituisce il problema principale su cui costruire una priorità di intervento, distinguere tra dipendenza, abuso e consumo non (ancora) problematico.
  • La valutazione, oltre alla diagnosi di abuso o dipendenza, prosegue e ricostruisce un quadro di funzionamento globale della persona, costantemente verificato, aggiornato e condiviso anche lungo il percorso di cura alla luce dei cambiamenti e delle evoluzioni in atto e finalizzato alla definizione il più possibile individualizzata del progetto terapeutico.
  • Il progetto terapeutico individualizzato viene chiarito e condiviso tra l’equipe e la persona interessata attraverso la stesura scritta e sottoscrizione del contratto terapeutico che descrive il programma con i suoi vari interventi terapeutici, nonché attraverso l’esplicitazione condivisa  di  ogni passaggio relativo al percorso.

Un approccio multidisciplinare integrato caratterizza quindi la presa in cura presso il Servizio Multidisciplinare Integrato SMI CAD secondo la moderna visione dei problemi di abuso e dipendenza che considera le diverse sfaccettature ed aree problematiche implicate e che si manifestano sempre, seppur in misura diversa, a livello sanitario, psicologico e sociale.

  • Il quadro completo degli effettivi bisogni e risorse della persona può essere più efficacemente  riscostruito, dopo la fase di valutazione, con l’approfondimento dei possibili vari problemi correlati di natura psicologica, sociale o medica nel corso della presa in cura.
  • Ogni persona viene dunque seguita da un’equipe composta da più operatori: sempre e necessariamente dal medico, ma evitando che il medico sia l’unico operatore terapeutico, anche nei casi di prevalente bisogno di cura sanitario e farmacologico, e affiancando la presenza di assistente sociale o educatore e/o psicologo per la maggiore efficacia del trattamento.  Nei casi più complessi e con più problematiche correlate l’equipe si amplia ulteriormente, ad esempio con l’ausilio di psichiatra, o al consulente legale negli specifici progetti terapeutici alternativi al carcere.
  • La pluralità di operatori e interventi terapeutici a disposizione non è una semplice somma, ma un insieme integrato, che opera con attenzione a non isolare o far prevalere una singola area problematica e un isolato intervento di cura (p.e. la sola terapia sostitutiva con Metadone in ambito medico) senza una specifica ragione clinica.
  • Tale dispositivo di presa in cura multipla e integrata prevede il regolare dialogo e il confronto costante tra le figure professionali impegnate nel progetto terapeutico individualizzato e componenti l’equipe del singolo utente, che viene informato e riceve una restituzione dell’esito di questo confronto.  Il confronto tra figure professionali si svolge in riunioni del gruppo generale degli operatori con discussione sui casi, riunioni di verifica dell’equipe che gestisce il singolo caso, supervisione mensile sui casi ad orientamento psicoanalitico. 

Il progetto terapeutico individualizzato non è mai standardizzato ma è sempre costruito su misura delle aree problematiche maggiormente implicate nel problema di dipendenza e dei bisogni e risorse personali.

  • La fase iniziale del progetto terapeutico consiste in un approfondimento ulteriore della valutazione multidisciplinare, per raggiungere attraverso un confronto dialogico una sempre maggiore comprensione, presa di consapevolezza e capacità di gestione delle difficoltà caratteriali sul versante psicologico, di eventuali problemi o disturbi fisici sul versante medico, delle difficoltà sociali, dei problemi relazionali di coppia o in famiglia (eventualmente, e previo consenso dell’utente, da coinvolgere), di possibili problemi giudiziari.
  • Il progetto può porre, a fianco degli altri interventi terapeutici previsti, l’accento su un intervento specifico, come più efficacemente e prontamente rispondente in quel momento al bisogno di cura.  Ad esempio sulla psicoterapia (all’interno delle terapie individuali) o sulla partecipazione a un gruppo (all’interno delle terapie di gruppo) o sull’accompagnamento a un programma in Comunità terapeutica o di reinserimento socio-lavorativo.
  • Una risorsa integrante del progetto terapeutico individualizzato può essere la rete, quella costituita primariamente dalle relazioni famigliari, affettive, amicali e sociali della persona, ma anche quella altrettanto importante dei Servizi coinvolti parallelamente o precedentemente nella cura, con cui è talvolta necessario costruire un collegamento nel corso della presa in cura per rendere maggiormente efficace il progetto.
  • Il termine del progetto terapeutico costituisce l’obiettivo dell’intervento e acquista un particolare significato per persone con problemi di abuso e dipendenza, che vanno accompagnate a una conclusione individualizzata, chiarita e condivisa, perché sia effettiva ed efficace, senza sfuggire né rimanere intrappolate e dipendenti dalla cura.

Regolamento S.M.I.

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