Terapie Individuali

Le terapie individuali principalmente fanno parte degli interventi terapeutici che possono comporre il progetto multidisciplinare individualizzato concordato a seguito della fase di diagnosi e valutazione e previsto nella presa in cura al Servizio Multidisciplinare Integrato SMI CAD di persone con problematiche di abuso e dipendenza da alcool, sostanze stupefacenti, farmaci e gioco d’azzardo patologico (o ludopatia).

Consistono in colloqui individuali con l’operatore;  il tipo di colloquio, la modalità e la frequenza sono stabiliti e sottoscritti in un contratto terapeutico, firmato dal soggetto in cura e dal case manager, che riassume le caratteristiche (p.e. appuntamenti a frequenza regolare o consulenze al bisogno) e gli obiettivi fondamentali del progetto terapeutico individualizzato.

Le terapie individuali possono essere:

  • Terapia medica che consiste in colloqui medici per la valutazione ed il monitoraggio regolare della salute, per le eventuali prescrizioni farmacologiche (comprese le terapie sostitutive da assumere in sede) o per invii a servizi specialistici esterni; e in consulenze mediche su aspetti specifici inerenti l’andamento della dipendenza e della cura. Il monitoraggio medico è necessario per tutti gli utenti almeno una volta al mese, ma la terapia medica nell’ottica dell’approccio multidisciplinare integrato del modello di presa in cura per essere efficace non può costituire l’unico intervento terapeutico
  • Terapia psicologica che consiste in regolari colloqui psicologici di sostegno, inizialmente per raggiungere e poi mantenere l’astensione, attraverso l’elaborazione de i motivi che hanno portato alla dipendenza. Una volta raggiunto e consolidato un sufficiente stato di astensione può evolvere in sedute di psicoterapia, finalizzate ad aumentare la consapevolezza ed approfondire la conoscenza di sé e quindi raggiungere una migliore capacità di gestirsi, evitando comportamenti dannosi per se stessi, all’interno di una crescita ed evoluzione soggettiva complessiva. Si possono svolgere al bisogno consulenze psicologiche su aspetti specifici e focalizzati.
  • Terapia sociale che consiste in colloqui con un assistente sociale o un educatore professionale finalizzati al sostegno rispetto a problematiche in ambito sociale, famigliare o lavorativo.  Possono avere come obiettivo l’individuazione, l’accompagnamento e l’inserimento presso una comunità terapeutica o centro diurno; si possono svolgere programmi riabilitativi e socio-educativi finalizzati ad esempio al reinserimento socio-lavorativo interventi di orientamento e supporto su aspetti specifici del problema collegato alla dipendenza, come ad esempio l’educazione all’uso del denaro nelle persone con problema di gioco d’azzardo patologico. E’ possibile avere al bisogno una consulenza sociale o educativa su questioni specifiche.

Terapie Sostitutive

della dipendenza da oppiacei 
(Metadone, Buprenorfina, Buprenorfina/Naloxone)

terapie sostitutive

All'interno del progetto terapeutico individualizzato per persone con dipendenza da oppiacei (eroina) e secondo i criteri di qualità della presa in cura presso il Servizio Multidisciplinare Integrato SMI CAD, la terapia medica – a fianco degli altri interventi terapeutici, in particolare individuali – può attuarsi anche attraverso la somministrazione di terapie farmacologiche sostitutive (Metadone, Buprenorfina o Subutex, Buprenorfina/Naloxone o Subuxone).
E' previsto anche un altro tipo di trattamento medico per la disintossicazione da oppiacei con farmaci antiastinenziali, che attenuano cioè i sintomi della sindrome di astinenza, accompagnando e supportando dunque il processo di disassuefazione senza creare una nuova dipendenza, con minori effetti collaterali a carico del fisico e ridotti rischi di cronicizzazione.

La somministrazione di terapie sostitutive inizia:

  • Dopo la valutazione multidisciplinare iniziale (attraverso i colloqui con medico, psicologo, assistente sociale/educatore) che definisce la diagnosi di dipendenza da oppiacei e stabilisce come indicata la terapia sostitutiva e con quale farmaco, anche in risposta alle altre problematiche correlate della persona e in collegamento con gli altri interventi terapeutici ipotizzati; la somministrazione di terapie sostitutive può essere anticipata nei casi in cui sia ritenuto necessario dal medico
  • Dopo identificazione con documento d'identità valido e dunque senza poter garantire l'anonimato. Per gli utenti stranieri sprovvisti di documenti di identità validi viene approntato un documento di autocertificazione di identità provvisto di fototessera
  • Attraverso l'induzione dei farmaci sostitutivi (inizio della terapia sostitutiva) che può avvenire solo previo esame delle urine, attestante l'effettiva assunzione di oppiacei
  • Dopo che la persona ha accettato e sottoscritto il regolamento specifico che norma la terapia sostitutiva

La somministrazione di terapie sostitutive si svolge:

  • Con assunzione del farmaco sostitutivo giornaliera da parte dell'utente o, in casi particolari, con consegna a persona munita di delega e documento di identità valido
  • Con consegna del farmaco sostitutivo periodica, attraverso cioè affido della terapia sostitutiva all'utente, secondo il regolamento specifico firmato e dopo valutazione multidisciplinare che ne ha individuato il senso e la finalità all'interno del progetto terapeutico individualizzato
  • In ogni caso l'utente deve essere in possesso del piano terapeutico (recante le caratteristiche del farmaco somministrato) aggiornato e rilasciato dal medico referente nei colloqui di monitoraggio.

La somministrazione di terapie sostitutive richiede un monitoraggio costante:

  • Svolto quotidianamente all'occorrenza dall'infermerie attraverso counseling dell'andamento della terapia, eventualmente anche dal medico presente in turno, e necessariamente con colloqui medici almeno mensili per la verifica più approfondita e complessiva del trattamento in corso
  • Attraverso esami delle urine periodici e costanti (a cadenza settimanale) per la ricerca di cataboliti di sostanze stupefacenti e in alcuni casi attraverso l'esame del capello (o delle matrici pilifere). Il Servizio si avvale anche dell'ausilio del controllo su monitor del prelievo urinario, in conformità alla legislazione vigente
  • Attraverso un intervento di tutoring delle terapie sostitutive, dal 2013 svolto costantemente da un educatore e finalizzato a migliorare l'adesione alla terapia medica e al progetto terapeutico da parte degli utenti con andamento irregolare o cronicizzante e scarsa compliance (alleanza terapeutica).

Progetti Alternativi al Carcere

progetti alternativi al carcere

Il CAD si è da sempre occupato – nel corso della propria storia – delle interferenze create dai problemi giudiziari ai percorsi di cura delle persone con problemi di abuso e dipendenza da alcool, sostanze stupefacenti e farmaci.
Dopo le prime e pioneristiche esperienze, dettate dalla necessità di fornire ai tossicodipendenti la possibilità di curarsi uscendo dal carcere, vissute in un contesto normativo che lasciava pochissimo spazio alle iniziative terapeutiche – riportate nella relazione al "Convegno sulla Tossicodipendenza, Processo Penale e Riabilitazione" tenutosi a Firenze 13-14 Aprile 1984 – l'attività di consulenza legale, con il progressivo rinnovamento legislativo, ha notevolmente esteso per quantità e qualità il proprio ambito di intervento.
Proprio in ragione di questa lunga esperienza sul campo, all'interno del Servizio Multidisciplinare Integrato SMI CAD e degli interventi terapeutici previsti, opera una equipe dedicata che si occupa specificamente dei programmi terapeutici alternativi alla detenzione in carcere.
Le norme sulle misure alternative alla detenzione in carcere, e in particolare la possibilità di restituzione della libertà ai tossicodipendenti in attesa di giudizio e l'introduzione di una particolare forma di affidamento in prova al Servizio Sociale, destinata ai soggetti colpiti da condanna definitiva, ma già sottoposti o che intendano sottoporsi al programma terapeutico, impongono una specifica competenza negli operatori che trattano utenti in grado di godere di tali benefici; l'equipe (composta da assistenti sociali e psicologa specializzati) è inoltre supportata da una supervisione legale.

Il progetto terapeutico alternativo al carcere viene avviato in seguito a:

  • Richiesta presso il Servizio Multidisciplinare Integrato SMI CAD da parte della persona interessata.
  • Segnalazione da parte dell'équipe del Sert interna al carcere.

Programmi in Comunità o Centro Diurno

Il Servizio Multidisciplinare Integrato SMI CAD prevede, all'interno degli interventi terapeutici possibili che compongono il progetto terapeutico individualizzato previsto nella presa in cura di persone con problematiche di dipendenza da alcool, sostanze stupefacenti, farmaci, programmi terapeutico-riabilitativi residenziali (in Comunità terapeutica) o semiresidenziali (in Centro diurno).
Si tratta di interventi di cura esterni, ma a supporto e in stretto collegamento e coordinamento con il progetto terapeutico del Servizio Multidisciplinare Integrato SMI CAD, che rimane costante riferimento anche durante la permanenza della persona in programma residenziale o semiresidenziale attraverso verifiche periodiche dei programmi, anche con incontri di rete con le Strutture coinvolte.
I programmi in Comunità e in Centro diurno si sono negli anni notevolmente evoluti, articolati e diversificati: nello stile di intervento, nelle attività riabilitative e terapeutiche proposte, nella composizione delle equipe (con varie figure professionali specialistiche), nella durata (sono previsti programmi anche molto brevi, di pochi mesi).
Di particolare importanza dunque la scelta della struttura e del programma, che deve essere il più possibile adeguata ai bisogni, alle risorse e alle aspettative di ricostruzione della persona e condivisa.

I programmi in Comunità sono rivolti e in genere indicati a persone:

  • in una situazione di vita disorganizzata, che ha subito pesantemente gli effetti negativi e disturbanti della dipendenza.
  • che necessitano di uno stacco deciso dall'ambiente e dallo stile di vita tossicomanico e di ricostruire gradualmente un progetto di vita sostenibile.
  • integrate e senza gravi problemi esistenziali che necessitano di un periodo di riflessione e ricostruzione breve ma intensivo.

I programmi in Centro diurno sono rivolti e in genere indicati a persone:

  • in una situazione di vita più integrata, ad esempio avendo mantenuto il lavoro e un discreto funzionamento relazionale, nonostante la dipendenza.
  • che necessitano di momenti di riflessione costanti e interventi riabilitativi specifici (risocializzazione, recupero di capacità di gestione, avviamento a un percorso formativo o di ricerca lavorativa).

I programmi in Comunità sono attivati:

  • dopo valutazione multidisciplinare (svolta da medico, psicologo, assistente sociale/educatore) e definizione del progetto terapeutico individualizzato, come strumento più adeguato a garantire un'efficacia, e con il consenso e la partecipazione della persona interessata.
  • dopo emissione del certificato di tossicodipendenza da parte del Servizio Multidisciplinare Integrato SMI CAD, come da legislazione vigente.
  • coinvolgendo se necessario e utile – e con il consenso della persona interessata – i familiari e le persone della rete relazionale, a supporto della definizione e dello svolgimento del programma.

Reinserimento Socio-Lavorativo

Reinserimento1

Il Servizio Multidisciplinare Integrato SMI CAD prevede, all'interno del campo dei propri interventi terapeutici, interventi mirati di supporto allo svolgimento del progetto terapeutico individualizzato a favore di persone in situazioni di abuso e dipendenza da alcool, sostanze stupefacenti, farmaci e gioco d'azzardo patologico o ludopatia con problematiche sociali e di lavoro, insorte per eventi del percorso di vita (stato di disoccupazione, perdita del lavoro) o in seguito a un programma residenziale in Comunità terapeutica (che ha comportato una prolungata sospensione o l'interruzione dell'attività lavorativa).

L'intervento di reinserimento socio-lavorativo è collegato fortemente all'insieme degli interventi terapeutici e non può essere uno strumento di soluzione dei problemi isolato, come previsto dal modello di presa in cura.

  • Interessa vari livelli interconnessi tra loro, oltre al lavoro: formazione, casa, socializzazione.
  • Tiene conto del quadro complessivo di bisogni e risorse della persona e del contesto, da approfondire, comprendere, valorizzare con il contributo attivo e partecipe della persona.
  • Può diventare percorso articolato in fasi e livelli diversi, progetto di tutoring socio-educativo, non limitato al semplice supporto, ma generatore di capacità di gestione e maggiore comprensione e consapevolezza della situazione globale da parte della persona stessa.

L'intervento di reinserimento socio-lavorativo è svolto da:

  • Assistenti sociali
  • Educatori professionali 

componenti l'equipe che segue la persona all'interno del progetto terapeutico individualizzato, attraverso:

  • Colloqui individuali, di consulenza sociali e socio-educativi
  • Specifiche attività di supporto (alla ricerca attiva del lavoro o di corsi di formazione, alla compilazione del curriculum vitae)
  • Orientamento, contatti e incontri di rete con Enti e Servizi coinvolti (per la ricerca di borse lavoro, tirocinii lavorativi, lavoro per fasce protette o soggetti iscritti alle liste speciali di disoccupazione)
  • Contatti di rete e coordinamento con i Servizi coinvolti in precedenti programmi residenziali in Comunità terapeutica.

Carta dei Servizi S.M.I.

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